Copertina del libro Briciole di Alessandro Pozzolo

Briciole (Edizioni Ensemble, 2026) è il primo romanzo di Alessandro Pozzolo. Scrittore classe 1995, ha trascorso dodici anni all’estero, tra Inghilterra, Francia e Vietnam, e ha conseguito un dottorato in scrittura creativa all’Università di Chichester; attualmente è rientrato in Italia e insegna all’Università di Siena.

Già autore di recensioni e articoli per «Doppiozero», «Limina» e «Le parole e le cose», Pozzolo esordisce nella narrativa con un romanzo di formazione che racconta la subcultura dei graffiti a Roma attraverso una storia di conflitto tra eredità e identità, tra disciplina e passione, tra memoria e desiderio di futuro.

Briciole di Alessandro Pozzolo: la trama del libro

Pietro ha 17 anni e vive nel centro di Roma insieme alla madre, impiegata in Banca d’Italia, e il padre, professore di economia all’università. Il suo futuro è già stato deciso dai suoi genitori, con l’idea che solo lo studio di una materia scientifica e degli ottimi risultati scolastici possano onorare i sacrifici fatti della famiglia paterna.

Il nonno, infatti, rimasto orfano a 14 anni dopo l’uccisione del bisnonno con l’accusa di fascismo, aveva rinunciato agli studi per lavorare in fabbrica; il padre, invece, nonostante le difficoltà economiche e l’opposizione della madre, era riuscito a conseguire il dottorato. 

«Io devo andare bene a scuola, prendere buoni voti perché così posso andare all’università. Il papà dice che devo studiare una materia scientifica, ma non importa quale, la scelta sta a me». 

Ma Pietro è inquieto e insofferente. All’inizio dell’ultimo anno di liceo conosce Sandro, un writer del Quadraro, e si lascia trascinare da lui nelle periferie tra binari della metro e depositi ferroviari dove trovare vagoni da dipingere.

I graffiti gli appaiono come un gesto di libertà: una possibilità concreta di scrivere il proprio futuro, firmandolo con il tag «Larva», e slegarsi dalla pesante eredità del passato della sua famiglia. 

«Moltissimi animali, al momento della nascita e nelle prime fasi dello sviluppo, assomigliano poco ai genitori. Questa forma giovanile viene chiamata larva e si riscontra negli organismi sia terrestri sia acquatici…».
Sussurro la parola tra me e me, “larva”. Mi piace come suona, l’arricciamento indietro della lingua, il vibrare dei denti contro il labbro inferiore della V , il rilascio della A.

Mentre la scuola volge al termine, il conflitto interiore esplode: Pietro deve scegliere se cedere al richiamo di una Roma che appare come un organismo pulsante o seguire la strada tracciata dai genitori. 

Perché leggere Briciole di Alessandro Pozzolo

Consiglio di leggere Briciole perché svela una Roma viva e pulsante, lontana dal turismo patinato e segnata dai graffiti.

Perché correndo con Pietro tra i binari della metro, con le bombolette in mano, si vive l’adrenalina pura della caccia al tag perfetto, tra fughe e vernice ancora fresca.

Perché la scrittura di Pozzolo riesce a esplicitare il dissidio interiore di Pietro attraverso una precisa scelta linguistica, passando dal romanaccio viscerale usato nei dialoghi con Sandro a un registro più colto e tagliente per i confronti sempre più tesi col padre.

Autore

francescacocchi@hotmail.it

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